Un viadante per Monno...

a cura di Marco Lazzarini

Monno è ricco di elementi naturalistici e storici che possono sorprendere il viandante che percorre l'antica via Valeriana, partendo da Edolo. In alcuni tratti, il percorso coincide con il Cammino di Carlo Magno e con la recente realizzazione di due ponti per la nuova ciclabile: la località di San Brizio si collega in questo modo con la via Valeriana posta sul lato opposto del fiume Oglio.

Prima di raggiungere il paese, si incontra la chiesa di San Brizio, antica parrocchiale di Monno, fondata intorno all’anno Mille dai monaci benedettini di Tours.
Alla sua origine sono legate numerose leggende che affondano le radici nei secoli passati.
Sulla facciata adiacente alla via Valeriana, è collocata una lapide in marmo, che richiama una leggenda del XV secolo, secondo la quale la chiesa sarebbe stata edificata al tempo di Carlo Magno.  
All'interno si conservano affreschi degli artisti Corbellini della Valle d’Intelvi e una piccola stanza con focolare, che si tramanda   fosse l’abitazione del romito, il custode laico della chiesa.

Nella Canonica di Monno sono conservati alcuni ex voto dei secoli XVII e XVIII, che si trovavano in questa chiesa, segno della profonda devozione dei Monnesi per San Brizio.

Nelle vicinanze si trovano prati, boschi e gli ultimi castagni dell’Alta Valle che per secoli hanno contribuito alla sopravvivenza della popolazione locale.

Proseguendo, è possibile osservare sia la chiesa parrocchiale dedicata ai Santi Pietro e Paolo, dove si possono ammirare, presso l’altare maggiore, l’opera di Palma il Giovane e numerose opere di scultura lignea, oggetto di nuove scoperte, sia la chiesa dei Santi Fabiano e Sebastiano. 
Il 15 agosto si tiene la processione dalla chiesa parrocchiale alla chiesa dei Santi Fabiano e Sebastiano con la “Madonnina dei miracoli”, risalente probabilmente al XV secolo, portata dai coscritti che nel corso dell’anno compiono la maggiore età.

Lungo il percorso, giungendo fino a Mortirolo, ci  si sofferma di  fronte a diverse santelle.

All’ingresso della strada che conduce al Mortirolo, spicca il murale realizzato dell'artista internazionale Gaia.
Passeggiando tra le vie, si notano le fontane, alcune scintillanti di luce la sera, e antiche case rurali, che conservano il fascino della tradizione alpina. 

Monno rappresenta una porta d’accesso alla suggestiva conca del Mortirolo, con ampi panorami che spaziano dal Passo dell’Aprica ai monti Serottini con i loro laghetti.

A Mortirolo è visitabile la chiesa di San Giacomo nel periodo estivo.
Inoltre, si trovano fortificazioni disseminate come il forte del Monte Pagano, realizzate al tempo della Prima guerra mondiale. Divennero teatro di eventi della Seconda guerra mondiale, con le battaglie che impegnarono le Fiamme Verdi contro i nazifascisti.

Sentieri e stradine agricole partono dal paese e offrono tranquillità e paesaggi pieni di atmosfera, tra questi la celebre e ripidissima Recta Contador. 


Mortirolo oggi è conosciuto anche come ‘Mortirolo Cima Pantani’, una delle mete più amate dagli appassionati di ciclismo. 

Per gli amanti dell’arrampicata è presente anche una falesia attrezzata.

Natura, storia, arte, sport e tradizioni rendono Monno e il Mortirolo una metà ideale da visitare e vivere.