La Comunità Montana di Valle Camonica lancia un nuovo bando per sostenere le imprese agricole e favorire la ricomposizione fondiaria. Un investimento concreto per tutelare il paesaggio, le tradizioni e l’economia locale. «L’agricoltura, nelle aree montane delle vallate alpine, non è soltanto un’attività economica: è un presidio vitale per il territorio, un elemento di identità e un baluardo contro l’abbandono e il degrado paesaggistico», afferma il Presidente Corrado Tomasi. In Valle Camonica, questa consapevolezza ha radici profonde. Dai fondovalle coltivati alle malghe d’alta quota, il lavoro agricolo ha plasmato nei secoli un paesaggio armonioso e vivo, contribuendo allo sviluppo socio-economico e culturale della comunità camuna. Oggi l’agricoltura di montagna rappresenta una sfida complessa: le imprese devono affrontare difficoltà economiche e ambientali, aggravate da un ricambio generazionale sempre più difficile. L’eccessiva frammentazione dei terreni, i costi elevati e la scarsità di superfici coltivabili mettono in crisi un modello produttivo che tutela la biodiversità e custodisce antiche tradizioni. Per questo la Comunità Montana è protagonista attiva nel sostenere le aziende locali, riconoscendo all’agricoltura e alla zootecnia un ruolo strategico per la vitalità delle aree alpine. Il nuovo Bando per il sostegno alle condizioni di accesso al credito per investimenti delle imprese agricole e per la ricomposizione fondiaria, aperto fino al 31.12.2026, si articola in 2 interventi: accesso al credito, con contributi per ridurre gli interessi sui finanziamenti bancari, e ricomposizione fondiaria, che sostiene l’acquisto di terreni agricoli. Grazie a un accordo con Banca Valsabbina, la Comunità Montana garantisce condizioni agevolate: finanziamenti fino a 150.000 € per impresa (200.000 per le cooperative) con tasso dell’1,75% oltre Euribor e durata massima di 60 mesi. L’Ente si farà carico del rimborso degli interessi, versati direttamente alle imprese. L’obiettivo è rafforzare la competitività e la resilienza delle aziende di montagna, con particolare attenzione alla ricomposizione fondiaria: il riaccorpamento dei terreni permette una gestione più efficiente, riduce i costi e consente alle imprese di investire con fiducia nel futuro. In Valle l’agricoltura non è solo produzione, ma anche turismo, accoglienza e cultura. Le attività agrituristiche, in crescita, valorizzano le produzioni locali e creano un legame diretto tra produttori e visitatori. Il Silter DOP, il vino IGT Valcamonica e le razze autoctone a rischio di estinzione sono simboli concreti di questa agricoltura che resiste e si rinnova. Con questa iniziativa la Comunità Montana riafferma il proprio ruolo di laboratorio di sostenibilità e innovazione rurale, dimostrando che l’agricoltura di montagna è una risorsa strategica per il futuro che preserva la vita, le tradizioni e il paesaggio che definiscono l’identità delle nostre valli. Ma la sopravvivenza del mondo agricolo-rurale in alta quota non potrà essere garantita senza un cambio di rotta istituzionale. Finché Regione Lombardia non concederà maggiori autonomie gestionali alle vallate alpine, almeno come la provincia interamente montana di Sondrio, la decadenza delle terre alte sarà inarrestabile.