Il passaggio generazionale in azienda è la fase in cui un esponente della nuova generazione si affianca e succede alla generazione precedente: si tratta di un processo di passaggio di capitale e di responsabilità gestionale a nuovi soggetti.
Nei prossimi cinque anni circa il 20% delle aziende italiane dovrà affrontare questo tema, che va preparato e pianificato. L’imprenditore in genere è a capo di una famiglia e tensioni tra generazioni complicano la transizione, che dovrebbe svilupparsi nel segno della continuità e non di una frettolosa abdicazione. Nel panorama produttivo italiano, costituito in grande prevalenza da aziende di piccola e media dimensione, il successore è nella stragrande maggioranza dei casi (oltre l’80%) un familiare dell’imprenditore, ed in genere il tema viene affrontato e gestito quando l’imprenditore è in età avanzata, e questa situazione costituisce un freno all’accesso delle nuove generazioni che fisiologicamente sono portatrici di nuove idee.
Il vero cuore del tema è l’esistenza di soggetti adeguati, che siano interessati a questo cambiamento e che vengano coinvolti in un processo di formazione professionale che parte dal loro ingresso in azienda, evolve in una progressiva assunzione di responsabilità operative e di comando, fino all’uscita di scena della generazione precedente.
L’esistenza di una adeguata struttura organizzativa e contabile (gli “adeguati assetti” imposti dal “Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza”) costituisce un valido aiuto a definirne il ruolo in maniera chiara ed esplicita.
La strategia dovrebbe essere la definizione del piano per dare accesso agli eredi in azienda, programmandone la crescita professionale e di leadership, sino ad arrivare al trasferimento dell’impresa, sia in termini di comando che di proprietà.
Ma quali caratteristiche deve avere l’”erede ideale”: in primis competenze relazionali, di comunicazione ed ancor prima di ascolto, empatia per coinvolgere l’intero team aziendale, leadership e carisma per motivare ed ispirare i collaboratori, orientamento al problem solving. Eppoi le competenze tecniche, ossia conoscenza dei processi aziendali, delle dinamiche finanziarie che vanno capite ed interpretate, la visione del mercato, tutti elementi necessari a prendere le giuste decisioni in un mondo in evoluzione sempre più repentina, come la digitalizzazione impone.
Il quadro normativo italiano offre vari strumenti: il patto di famiglia, la creazione di un trust, la costituzione di una holding di famiglia, sono opportunità che vanno “tagliate” come un abito sartoriale sulle esigenze dell’azienda e della famiglia che la detiene. Anche la normativa fiscale agevola il passaggio generazionale, prevedendo il non assoggettamento ad imposta per le successioni e donazioni di aziende e partecipazioni societarie a favore di coniugi e discendenti.
E quindi cosa fare? Cerchiamo e troviamo l’erede che abbia le caratteristiche del leader, accompagnamolo in un lungo ma programmato percorso di crescita umana e professionale, all’interno di una organizzazione che sfrutti al meglio gli strumenti di legge che tutelano l’evoluzione dell’azienda e del nuovo imprenditore, affidandogli progetti ed autonomia crescenti.