Il cuore di Vermiglio

a cura di Marco Panizza

A Cortina, frazione storica di Vermiglio, il tempo si misura in giri di ruota e in echi di vita contadina. Qui sorge il Mulino di Cortina, documentato dal 1890, un tempo cuore dell’autosufficienza e del baratto. L’ultima custode della tradizione fu Tommasina, che dagli anni Venti fino alla chiusura negli anni Cinquanta ne curò l’attività con forza e dedizione. Le testimonianze la ricordano scendere e risalire scale di legno con sacchi di cereali da 50 chilogrammi sulle spalle: un’immagine di fatica e dignità che racconta un’epoca.
Il mulino, raro in tutto il Trentino per la presenza di due ruote, funzionava grazie all’acqua del Rio Cortina: la più grande azionava la macina in granito per la farina; l’altra, più piccola, mosse il pestino a pile per la decorticazione dell’orzo, base della minestra tradizionale. Il grano e la segale passavano al buratto per la setacciatura; la crusca veniva usata per gli animali. In un’economia di fiducia, Tommasina tratteneva una parte della farina come compenso.
All’ultimo piano c’era un grande forno a legna: Tommasina cuoceva fino a cento pagnotte per i compaesani, e durante la guerra il mulino lavorava di nascosto, di notte, per sottrarre la farina alle requisizioni. L’alluvione del 1959 spazzò via le ruote originali; dopo decenni di silenzio, il restauro del 2016 ha riportato il mulino in funzione, ora testimonianza viva di un’economia estinta e tributo alla forza di Tommasina. Oggi il Mulino è visitabile su prenotazione: visite guidate mostrano macchine, tecniche e video, restituendo ai visitatori il ritmo dell'acqua e della comunità.