Termenago, piccolo borgo storico a 1.148 m s.l.m. Gli attuali 112 abitanti (erano 233 nel 1971) non riflettono la vitalità e l’importanza sociale ed economica dei secoli passati, quando, con quasi 1000 residenti, si contavano tipografi attivi nel Veneziano, artigiani esperti e ricchi mercanti lombardi, nei primi dell’800. Il declino iniziò dal 1920: prima le migrazioni all’estero, poi gli effetti della Prima guerra mondiale, infine il boom economico degli anni ’70, che attirò molti verso i centri urbani. Del passato restano i grandi edifici antichi, compatti nel centro storico e, all’esterno, i terrazzamenti sorretti da muretti a secco. Negli ultimi 50 anni la vita sociale si è spenta lentamente.
Nel 2017 il Comune di Pellizzano, l'ASUC di Termenago e la Provincia Autonoma di Trento hanno avviato il progetto LaMo – Laboratorio Montagna. Il laboratorio mirava a creare un luogo capace di ospitare piccoli servizi, iniziative culturali, attività condivise e occasioni di incontro. Tra le proposte più significative vi è stata l’idea di fondare la sostenibilità dei futuri servizi di prossimità attraverso la trasformazione della canonica in una residenza turistica, con il recupero dei terrazzamenti storici e la realizzazione di un Anfiteatro Vegetale, spazio all’aperto destinato a eventi e attività culturali, integrato nel paesaggio agricolo del borgo. Alla base vi è un’idea che riconosce nel teatro e nelle arti performative forme espressive della creatività contemporanea e strumenti efficaci di sviluppo sociale ed economico. La realizzazione di quest’ultimo nasce dall’idea di creare un parco integrato nel paesaggio, dove i visitatori possano vivere un’esperienza immersiva a carattere didattico e culturale sulla flora locale, godendo al contempo della bellezza del panorama. Il progetto si sviluppa attraverso una sequenza di spazi diversificati e armoniosamente integrati nel paesaggio naturale. Dal tracciato esistente della strada forestale si dirama un sentiero articolato in diversi momenti. Tra queste, l’aula sensoriale rappresenta un luogo di immersione nel paesaggio: è ospitata in un padiglione ligneo aperto, collocato in un’area piantumata con numerose specie erbacee autoctone e montane. Qui, i visitatori sono invitati a esplorare il contesto naturale attraverso stimoli visivi, olfattivi e tattili, valorizzando l’esperienza sensoriale del luogo. Proseguendo, un percorso in tavolato ligneo conduce al fulcro dell’intervento: un palco ellittico di circa 45 mq; questo spazio scenico si affaccia sulla valle ed è circondato da sedute in acciaio corten e legno naturale di larice, adagiate sul pendio erboso, con una capienza complessiva di circa 100 posti. Adiacente al palco si trova un camerino per artisti e performer, è caratterizzato da una forma cilindrica in continuità con le forme organiche ricorrenti nel progetto.
Proseguendo lungo il sentiero si incontra una vasca cilindrica in acciaio corten per la raccolta delle acque piovane. L’elemento è valorizzato da una seduta integrata che ne segue in parte il perimetro, offrendo un punto di sosta e osservazione. Il percorso termina in un belvedere affacciato sulla valle, dove una terrazza offre uno spazio di contemplazione in continuità visiva con il paesaggio.